Il grande sogno

di Chiara Samugheo

La prima fotografa donna professionista che con le sue immagini ci farà rivivere le atmosfere del cinema italiano degli anni ’50 e ’60.

Chiara Samugheo

Nasce a Bari come Chiara Paparella. Ancora molto giovane, vuole comporre musica. Contrariamente ai desideri dei genitori, che l’avrebbero voluta maestra di scuola, la Samugheo parte per Milano nel 1953. Qui inizia a frequentare l’ambiente intellettuale di Enzo Biagi, Alberto Moravia, Pier Paolo Pasolini e Giorgio Strehler, che le propone di frequentare corsi di recitazione e mimo. In questo periodo conosce Pasquale Prunas, fondatore della rivista culturale Sud e suo compagno di vita, che le suggerisce di trasformare il suo cognome assumendo quello della località sarda di Samugheo, e la coinvolge nella redazione di una nuova rivista, Le Ore, che si occupava di fotogiornalismo internazionale, sullo stile di Paris Match.

Dapprima tenta la professione di giornalista di cronaca nera, ma, dopo l’incontro con Federico Patellani, uno dei fotografi più importanti di quegli anni, decide di iniziare a lavorare per lui. I suoi primi lavori sono di reportage e di denuncia sociale: ritrae i “tarantolati”, le baraccopoli napoletane, le zingare in carcere.

In seguito realizza servizi fotografici per i maggiori periodici internazionali, le copertine per importanti riviste, pubblica diversi libri e fotografa, a partire dalla fine degli anni ’50, le maggiori star internazionali (tra cui Liz Taylor, Shirley MacLaine, Monica Vitti, Sophia Loren, Claudia Cardinale e Gina Lollobrigida). Il periodo della “dolce vita” decreta il successo di un nuovo tipo di fotogiornalismo e di riviste, dove lo star-system rappresenta il motore del progresso. Copertine e servizi devono documentare la figura della “diva”, della donna cinematografica, come oggetto del desiderio. Le foto di Chiara Samugheo prendono le mosse da questo contesto, ma intendono restituire al corpo-oggetto delle dive una femminilità e una personalità reali, qualcosa di intimo, in contrapposizione all’ambiente effimero costruito intorno ai loro corpi, contribuendo così ad alimentare la mitologia del cinema italiano.

Al suo attivo, conta più di 165.000 scatti. L’imponente archivio delle foto di Chiara Samugheo è conservato presso il Centro Studi e Archivio della Comunicazione (CSAC) dell’Università di Parma.

La fama della Samugheo cresce: lavora a Hollywood, in Spagna, in Russia, in Giappone; è ospite dello Scià di Persia, del produttore hollywoodiano Joe Pasternak.

Dopo aver vissuto a Roma per diversi anni, si trasferisce a Nizza, dove attualmente cura il suo atelier in Rue Droite, la strada degli artisti. È cittadina onoraria della Francia e il 2 giugno 2003 è stata insignita del titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana.