La consapevolezza del cielo

di Giovanna Grasso De Franchi

Attraverso la fotografia all’infrarosso ho scoperto il paesaggio, poi attraverso di esso le nuvole e allora le ho osservate, rincorse e fermate con l’unico mezzo possibile: la fotografia.
Mi affascina la loro grandezza, il loro volume; sembrano palpabili o solide realtà da esplorare.
Non mi piace cercare a tutti i costi di assegnare loro una forma o una somiglianza, sono solo nuvole, che una mano invisibile modella per noi. E’ forse il vento?

Osservando il gioco tra il sole e le nuvole siamo spettatori di una rappresentazione fantastica di luci ed ombre, di raggi che illuminano solo un fazzoletto di terra e lasciano l’altra parte al buio, Portano il freddo, lasciano il caldo, sono veicoli infernali di disastri, ma sono anche la benedizione del cielo quando la pioggia irriga i nostri campi.
Le nuvole sono la consapevolezza del cielo.

Le parole del poeta Ferdinando Pessoa sembrano scritte per queste immagini:
Nuvole… corrono all’imboccatura del fiume… in un tumultuare sparso e scarno, a volte bianche se vanno stracciate all’avanguardia di chissà che cosa; altre volte mezze nere, se lente, tardano ad essere spazzate via dal vento sibilante; infine nere di un bianco sporco se, quasi volessero restare, oscurano più col movimento che con l’ombra i falsi punti di fuga….